Rischio terremoto a Roma: scosse nella storia e pericolo attuale secondo i sismologi

Negli ultimi anni la questione terremoti ha interessato tutta l’Italia con situazioni di morti e feriti piuttosto gravi. Anche a Roma sono state avvertite delle scosse e viene quindi da chiedersi se si tratta o meno di una zona sismica.

Scopriamo quindi qual è il rischio terremoto a Roma attualmente e quali sono state le scosse più famose nella storia della capitale.

Rischio di terremoti a Roma

Roma sorge in un’area sismica medio-bassa per cui non può essere considerata una città ad elevato rischio di terremoti. Le aree tendenzialmente più sismiche sono quelle a sud vicino ai Colli Albani. Anche se in linea generale in questa area i terremoti hanno magnitudo basse non superiori ai 4.0 della scala Richter.

Nonostante la città non presenti un forte pericolo è comunque esposta alle scosse dell’Appennino centrale di zone situate a poche decine di chilometri. Le aree della capitale che più hanno risentito di queste scosse sono quelle situate a est e nei quartieri nati sui sedimenti alluvionali dei fiumi Tevere e Aniene. I sedimenti alluvionali infatti amplificano notevolmente le onde sismiche.

Il rischio sismico non solo prende in considerazione la possibilità che avvenga un terremoto ma anche i danni che potrebbero verificarsi. Se quindi, come si è affermato, il rischio non è elevatissimo Roma resta comunque una città nel complesso esposta ai pericoli del terremoto. A essere esposto particolarmente al rischio è l’immenso patrimonio architettonico formato da edifici con tanti anni di storia alle spalle.

Sono particolarmente soggetti al pericolo anche gli edifici costruiti a partire dagli anni ’50.

Zone sismiche di Roma: pericolo attuale

I sismologi hanno individuato delle sotto-aree sismiche nelle zone meridionali e orientali della capitale. Nella classificazione nazionale Roma rientra in parte in una sotto-categoria della Zona 3 (Zona 3A) e una parte in una sotto-categoria della Zona 2 (zona 2B).

La suddivisione sismica è stata inoltre fatta sulla base dei municipi. Secondo gli esperti l’area più vulnerabile di Roma è quella situata a Nord-Est. Non a caso il terremoto avvenuto nell’area di Perugia fu proprio sentito in quella zona.

È il centro a essere ovviamente più a rischio per via della presenza di edifici storici e di case arroccate e vicine. Soggette a pericolo sono anche il Tuscolano, Nomentano e Tiburtino. Meno soggette sono le zone dell’Eur, la Storta e la Piana del Tevere.

Il Tevere fa in sostanza da spartiacque tra zone più soggette al rischio terremoti e altre meno.

Scosse di terremoto a Roma nella storia

Nel corso della sua storia Roma non ha mai registrato dei fenomeni di terremoti diretti, con epicentro in città. Intorno alla metà del 400 vi furono una serie di scosse che causarono diversi danni. Nell’847 un terremoto causò il crollo parziale del Colosseo. Due anni dopo, nell’849 altre scosse provocarono probabilmente la caduta dell’Obelisco di Montecitorio.

Nel 1349, un forte terremoto in Appennino causò diversi danni alla città con diversi crolli. 9 anni dopo nel 1438 un sisma vicino ai Colli Albani causò diversi danni a Roma. Non sono quindi mancate le scosse in città nel corso dei secoli. Tuttavia i monumenti sono riusciti  a reggersi grazie al fatto che le scosse hanno avuto epicentri abbastanza distanti dalla capitale.

Agli inizi del Settecento un terremoto registrato nei Colli Albani fece crollare tre archi del Colosseo, e nel 1812 si verificò il crollo della facciata esterna della Basilica di San Paolo.

In tempi recenti, precisamente nel 2016, si è verificato il crollo di un edificio al Flaminio e di qualche altra struttura. Nel gennaio 2017 i 4 terremoti del Centro Italia sono stati avvertiti in maniera chiara a Roma

Pur non trovandosi su faglie pericolose Roma dunque risente delle aree collinari vicine che presentano una maggiore intensità sismica. Tuttavia è importante realizzare edifici con criteri antisismici e fare una continua manutenzione.

In linea generale a Roma sono presenti edifici costruiti con materiali duraturi e resistenti, come d’altra parte testimonia il grande patrimonio culturale architettonico. A partire dal 2009 le normative prevedono di costruire seguendo le direttive antisismiche, da applicare anche agli edifici da ristrutturare.

Anche se la capitale non presenta grossi rischi è un bene adottare sempre e comunque adottare criteri di prevenzione, come molte storie di terremoti distruzione, morti e feriti in Italia negli ultimi anno hanno tristemente dimostrato.

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